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Scritto da Eugenio Cortigiano   
Lunedì 25 Marzo 2013 16:48

 

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Influenza: vaccino 2013-14, per prima volta con 4 ceppi virus

Le raccomandazioni dell'Agenzia Europea per i farmaci

La stagione influenzale 2012-2013 si avvia alla sua fase discendente, anche se non e' ancora terminata, ma si sta gia' lavorando alla composizione del vaccino per l'anno prossimo. Secondo le raccomandazioni dell'Agenzia europea per i farmaci (Ema) all'Unione europea, pubblicate sul sito dell'Agenzia, ci potranno essere due tipi di vaccini, uno trivalente e, per la prima volta, uno quadrivalente.

Nel trivalente saranno presenti i tre ceppi A/California/7/2009 (H1N1), A/Victoria/361/2011(H3N2) e B/Massachusetts/2/2012. Nel quadrivalente, oltre a questi tre, ci sara' anche un altro ceppo del virus di tipo B, il B/Brisbane/60/2008.

''La decisione di prevedere anche un vaccino quadrivalente - spiega Gianni Rezza, epidemiologo dell'Istituto superiore di sanita' - dipende dal fatto che in alcuni Paesi del mondo, in questa stagione influenzale, sono circolati due ceppi del virus B. Circa la composizione del trivalente, i ceppi H1N1 e H3N2 sono gli stessi della stagione 2012-2013, mentre il ceppo B/Massachussetts e' leggermente diverso. Quest'anno, infatti, il vaccino proteggeva contro il B-Wisconsin, che e' comunque simile''.

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Savona, lite tra gli ospiti di una casa di riposo: anziana picchiata a morte

La donna di 78 anni presa a pugni da un coetaneo che vive nello stesso istituto: è deceduta in ospedale a seguito di un'emorragia cerebrale. Gli inquirenti stanno vagliando le posizioni del personale medico e sanitario coinvolto nella vicenda

Una donna di 78 anni è morta venerdì mattina all'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure (Savona), dove era stata ricoverata in seguito alle percosse subite la sera prima in una casa di riposo del savonese di cui era ospite. A causare all'anziana gravissime lesioni, tra cui la frattura della scatola cranica che ha provocato un'emorragia cerebrale, è stato un altro ospite dell'istituto, suo coetaneo, afflitto da gravi problemi cognitivi.

Secondo quanto accertato dai carabinieri della stazione locale e della compagnia di Savona, l'uomo ha aggredito la donna, di fronte ad alcuni testimoni, prendendola a pugni. E' indagato in stato di libertà, in considerazione dell'età e delle condizioni mentali ed è ancora ospite dello steso istituto, sotto sorveglianza più stretta. Gli inquirenti stanno vagliando le posizioni del personale medico e sanitario coinvolto nella vicenda.


 

Spingono a intervento a pagamento, sospesi due medici del Bambino Gesù

La misura dopo il servizio delle Iene, chiesti 38mila euro in clinica

Immediata sospensione dal servizio e avvio di un'indagine interna. E' la decisione presa dall'ospedale pediatrico Bambino Gesu' nei confronti dei due medici coinvolti nell'inchiesta televisiva delle Iene andata in onda ieri sera, domenica 24 marzo. I medici, a fronte di una operazione prevista per giugno avevano sollecitato la famiglia di un bambino a sottoporlo ad un intervento per sistemare le ossa del cranio (con un costo di 38 mila euro), senza avvertirli della possibilita' di rivolgersi ad un'altra struttura pubblica.

Il bambino e' stato infatti poi sottoposto a quell'intervento al Policlinico Gemelli di Roma all'interno dell'assistenza garantita dal Servizio Sanitario Nazionale, e quindi gratis, nell'arco di una settimana. L'ospedale ha comunicato il provvedimento questa mattina, appena presa visione del servizio televisivo 'Sanita' pubblica: aspetti o paghi'.

''In attesa di acquisire tutti gli elementi necessari per valutare la gravita' della condotta dei medici - si legge in una nota - il Bambino Gesu' ha disposto la sospensione del medico e del suo collaboratore riservandosi di agire disciplinarmente e in ogni altra sede ritenuta opportuna a tutela dell'immagine dell'ospedale''.

L'ospedale pediatrico Bambino Gesu', dichiarandosi totalmente estraneo alla vicenda, ''esprime doverosamente le proprie scuse alla famiglia nel rispetto dei principi fondamentali di cura e attenzione per i pazienti che caratterizzano da sempre la sua attivita'''.


 

Giovane violentata e picchiata in un parco pubblico del Bresciano: due arresti

La ragazza stuprata da uno dei suoi aguzzini - due marocchini di 26 e 32 anni -, mentre l'altro la colpiva procurandole lesioni. Aveva trascorso con loro la serata in un bar

Arrestati ieri a Rovato, in provincia di Brescia, due uomini di 26 e 32 anni di origine marocchina per violenza sessuale e lesioni personali nei confronti di una ragazza.

Secondo quanto riferito dai carabinieri, la vittima avrebbe accettato di trascorrere la serata con loro in un bar. Dopo aver bevuto, gli aggressori l'avrebbero portata in un parco pubblico. A quel punto, la ragazza avrebbe subito la violenza di uno e le percosse dell'altro, dopo aver tentato di difendersi e scappare.

La donna, curata all'ospedale di Chiari, è stata dimessa con una prognosi di 15 giorni per trauma contusivo alla testa, all'articolazione temporale-mandibolare e al rachide dorsale.


 

Russia: forze dell'ordine negli uffici di Amnesty International

Le forze dell'ordine russe hanno visitato questa mattina gli uffici di Amnesty International e del movimento "Per i diritti umani". "Si tratta di controlli inspiegabili", ha riferito a Interfax il direttore di Amnesty in Russia, Serghei Nlkitin, secondo il quale gli agenti - su ordine della procura e dell'agenzia delle entrate - hanno chiesto di fornire "alcuni documenti". Lo stesso copione si e' ripetuto anche nella sede dell'organizzazione "Per i diritti umani", come ha riferito uno dei suoi rappresentati, Alexandra Bukvareva. In entrambi i casi, gli agenti erano accompagnati da una troupe televisiva di uno dei canali federali. Con ogni probabilita' la tv filo-Cremlino, Ntv.

I controlli di oggi si inseriscono in una piu' vasta campagna contro le Ong che si occupano di diritti umani nella Federazione. Giovedi' e venerdi' scorso e' stata perquisita la sede della celebre organizzazione Memorial. Allora il suo presidente, Arsenij Roginskij, aveva parlato di "pressione dello Stato sulla societa' civile". Tesi con cui oggi ha concordato anche lo stesso Nikitin. Gli agenti avevano chiesto copia di circa 600 documenti relativi allo statuto e al finanziamento dell'organizzazione. Secondo alcuni esponenti della societa' civile, l'operazione e' legata alla controversa legge - in vigore dallo scorso novembre - con cui si impone di registrarsi come "agenti stranieri" alle Ong che fanno "attivita' politica" e ricevono fondi dall'estero. Negli ultimi mesi, riferiscono i media russi, sarebbero gia' 100 le Ong passate al vaglio delle autorita'.


Salute: ministero, dopo caso Fiumicino consigli contro botulino killer

Dopo la morte a Fiumicino di due persone che avevano consumato cibo sott'olio probabilmente conservato in modo scorretto, il ministero della Salute allerta a ''prestare molta attenzione alle conserve fatte in casa''.

''Non bisogna - istruisce il ministero - consumare conserve che, all'apertura, presentino odori anomali. Si deve stare attenti anche ai contenitori quando presentano rigonfiamenti.

Possono essere a rischio, poiche' all'interno possono contenere spore di botulino, una tossina pericolosissima per la salute''.

Il botulismo e' una malattia causata da una tossina prodotta dal batterio Clostridium botulinum. Questo microrganismo vive nel suolo, in assenza di ossigeno, e produce spore che possono resistere all'ambiente esterno anche per un lungo periodo. I prodotti vegetali possono entrare in contatto con questo batterio. La malattia prende il nome dal termine latino botulus (salsiccia) perche' la sua descrizione fu associata inizialmente al consumo di salsicce preparate in casa.

I sintomi solitamente si manifestano molto rapidamente, generalmente tra le 12 e 36 ore. I principali sintomi che devono far sospettare immediatamente di essere in presenza di botulismo sono: annebbiamento e sdoppiamento della vista, secchezza della bocca, debolezza muscolare con paralisi successiva, che puo' coinvolgere i muscoli della respirazione, fino all'arresto cardiaco.

Il trattamento della tossina botulinica e' possibile solo con la somministrazione di un'antitossina nelle prime ore dalla comparsa dei sintomi e il recupero e' molto lento.

Quando si avvertono i primi sintomi e' necessario avvertire subito un medico o recarsi al pronto soccorso, fornendo subito l'informazione sugli alimenti consumati e, ove possibile, portare i resti dell'alimento sospetto.

Il botulino puo' essere presente in cibi inscatolati o conservati, soprattutto di produzione domestica. Le conserve preparate in casa quali ad esempio le verdure sott'olio sono uno dei prodotti in cui piu' facilmente si puo' rischiare la presenza della tossina botulinica.

In generale, tutti i cibi conservati non cotti e che non siano sufficientemente acidi (pH sopra il 4,6), possono costituire un ambiente adatto alla crescita del botulino: peperoni, fagiolini, melanzane, funghi, olive e sott'olio sono gli alimenti a maggior rischio.

A casa, se si preparano queste conserve, e' necessario fare bene attenzione alle piu' elementari norme igieniche, lavare bene le verdure, gli utensili, i piani di lavoro,i contenitori in maniera tale da allontanare l'eventuale presenza del batterio e delle spore.

La tossina botulinica viene distrutta alle alte temperature e, quindi, la sterilizzazione dei cibi in vasetto e in scatola, tramite bollitura per almeno 10 minuti, ne garantisce l'eliminazione. L'acidita', che si ottiene con l'aggiunta di aceto e sale contribuiscono a controllare lo sviluppo del batterio riducendo quindi la possibilita' della produzione delle tossine.


 

La sicurezza aziendale: una risorsa per l‘impresa ed una tutela per il cittadino

“La mia Impresa, Innovare” è il tema dell’incontro sulla sicurezza aziendale organizzato oggi dal Consorzio Roma Ricerche che ha visto la partecipazione delle Imprese di Roma e del Lazio appartenenti al settore sicurezza di Unindustria. La sicurezza e la tutela all’interno dei processi produttivi dell’impresa saranno una delle sfide che, nei prossimi anni, le PMI dovranno affrontare in tutte le aree e funzioni d’impresa. L’innovazione, affiancata alla diffusione e alla condivisione di nuove metodologie (operative, ingegneristiche e tecnologiche) e al risk management, rappresenta un prezioso strumento al servizio dell’azienda e dei cittadini. In questo contesto opera “Sicurezza Urbana Partecipata”, il progetto per aumentare ed ottimizzare gli indici di sicurezza sul territorio, per dare un valore aggiunto al fine della sicurezza comune e dei cittadini.

Ai lavori, presieduti dal Presidente del Consorzio Roma Ricerche Fabio De Furia,ha partecipato la Sez. Sicurezza di Unindustria rappresentata dal Presidente Stefano Grassi, direttore di Tutela Aziendale (Security & Safety) di Poste Italiane e Amministratore Delegato di Poste Tutela Spa (società del gruppo Poste). Alla Sezione Sicurezza sono associate 26 aziende tra cui Enel, Telecom Italia, Unicredit, Postetutela, Sintel Italia, Dab Sistemi Integrati, Elettronica e altre per un totale di oltre 3 mila dipendenti.

A margine dell’incontro, Fabio De Furia hadichiarato: “Con l’innovazione e la ricerca, le PMI hanno l’opportunità di ridisegnare i propri modelli di business in una logica di sicurezza. Bisogna abbandonare la visione di “gestione dell’emergenza” per orientarsi verso una politica strategica di “prevenzione e gestione del rischio”, più coerente con le logiche della security”.

Posizione condivisa da Stefano Grassi “Con la Sezione Sicurezza, Unindustria ha inteso condividere il know how degli associati, mettendo a disposizione delle realtà organizzative e produttive locali, pubbliche e private, una progettualità del tutto innovativa basata sull’integrazione tra tecnologie avanzate ed eccellenze professionali, al fine di garantire lo sviluppo e la diffusione della cultura e dei sistemi di security & safety”.

 

 
Scritto da Eugenio Cortigiano   
Sabato 23 Marzo 2013 15:55


Botulino in conserve artigianali: 2 morti e uno in fin di vita a Roma

Le vittime di origine calabrese sono due uomini di 50 e 57 anni che vivevano a Fiumicino. Ricoverato in condizioni gravissime un ragazzo di 23 anni, figlio di uno dei due. I tre avrebbero consumato ieri sera a cena alcune conserve alimentari prodotte artigianalmente e, molto probabilmente, contenenti il Clostridium botulinum.

Due morti e una terza persona in gravi condizioni trasportata dal 118 di Roma in codice rosso all'ospedale di Bracciano. Le tre persone, residenti a Fiumicino - a quanto riferisce il 118 - avrebberro mangiato conserve alimentati artgianali con la presenza del batterio botulino.

A chimare i soccorsi sono stati i vicini di casa che hanno sfondato la porta dell'abitazione in via della Riserva del Pascolare a Fiumicino preoccupati per non averli visti arrivare questa mattina ad un appuntamento. I soccorritori del 118 hanno trovato due uomini di 50 e 57 anni gia' morti e un ragazzo di 23 anni, figlio di uno dei due, in condizioni gravissime, praticamente in fin di vita.

Il giovane è stato trasportato all'ospedale di Bracciano. Le tre persone sono di origine calabrese e vivevano a Fiumicino. "Dalle prime ricostruzioni - afferma all'Adnkronos Salute Livio De Angelis, responsabile della sala operativa del 118 di Roma - i tre avrebbero consumato ieri sera a cena conserve alimentari prodotte artigianalmente e, molto probabilmente, contenenti il Clostridium botulinum, un batterio anaerobico - precisa - che può contaminare gli alimenti rendendoli particolarmente pericolosi per la salute umana".


Biella, minacciava minori su Facebook ''farai la fine di Yara'': denunciato molestatore

Questa era una delle minacce che il 44enne faceva ai ragazzini, a cui aveva carpito l'amicizia sul social network, quando si rifiutavano di rispondere alle sue domande imbarazzanti.

"Farai la fine di Yara Gambirasio". E' una delle minacce che un milanese di 44 anni faceva ai ragazzini a cui aveva carpito l'amicizia su Facebook quando si rifiutavano di rispondere alle sue domande imbarazzanti. L'uomo e' stato scoperto e denunciato dalla polizia postale di Biella per le molestie e le minacce gravi nei confronti di almeno sei minorenni biellesi. Sequestrato il suo computer.


Padova: mamma in coma da' alla luce Francesco, scelto nome Papa

Gli hanno dato il nome del Papa: Francesco. E' la storia di un neonato che e' venuto alla luce all'ospedale di Padova da una mamma della provincia di 29 anni che purtroppo al quarto mese di gravidanza e' entrata in coma in due tranche successive. La ragazza, che e' al secondo figlio, al sesto mese in stato di incoscienza ha avuto il piccolo che e' nato del peso di poco piu' di otto etti. Un batuffolo che adesso e' stato messo in incubatrice: vi restera', accudito dai medici e dal padre di orgini domenicane, per almeno otto settimane nel reparto di Neonatologia. La madre e' stabile, in rianimazione: indagini approfondite sono in corso da parte dell'equipe medica per comprendere cosa puo' avere scatenato la malattia. Il bimbo e' nato il 20 marzo dopo un cesareo deciso d'urgenza.

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Benzina a sue auto con tessera comune, denunciato dipendente

Un dipendente di un comune della bassa bergamasca che faceva il pieno alle sue auto private con la carta dell'ente pubblico e' stato denunciato per il reato di peculato dalla Guardia di Finanza di Bergamo.

Il dipendente comunale, che svolge mansioni di messo notificatore ed operatore ecologico, utilizzava infatti una tessera magnetica di proprieta' del Comune non solo per rifornire i mezzi dell'amministrazione comunale, in dotazione per svolgere il suo lavoro, ma anche per rifornire tre autovetture della sua famiglia oltre che per prelevare carburante utilizzando delle taniche.

Le indagini hanno consentito di appurare che la tessera è stata indebitamente utilizzata dall'indagato almeno 60 volte, nell'arco di sei mesi, causando un danno erariale di circa 4.000 euro. Oltre al dipendente comunale e' stata iscritta nel registro degli indagati, per concorso nel reato, anche la moglie di quest'ultimo in quanto proprietaria di una delle auto.


Cassazione: diritto dei genitori di essere informati su malformazioni feto

I genitori hanno il diritto di essere informati della nascita di un bimbo malformato. Lo ha ribadito la Cassazione che a distanza di 18 anni dai fatti dispone un nuovo processo a favore di una coppia di Lucca alla quale era stato negato il risarcimento in seguito alla nascita del loro figlio affetto da spina bifide.


Salute: Marino, 783 mln persone nel mondo senza acqua potabile

"Oggi bisognerebbe fermarsi un attimo a riflettere e prendere seriamente in considerazione il fatto che, mentre noi celebriamo il 20° anniversario della Giornata mondiale dell'acqua, sono 783 i milioni di persone nel mondo che ancora non dispongono di acqua potabile, non perche' non ci sia, ma perche' semplicemente non possono arrivare ad essa". Cosi' Ignazio Marino, il medico candidato sindaco a Roma presidente di Imagine, organizzazione non profit che si occupa di salute di base nella Repubblica Democratica del Congo, in occasione della Giornata mondiale.


Auto: Aci, 93% italiani non sa prestare soccorso in caso di incidente

Il 93% degli automobilisti italiani non sa soccorrere efficacemente un ferito in incidente stradale. E' quanto emerge da uno studio EuroTEST condotto in 14 Paesi europei dagli Automobile Club in collaborazione con la Croce Rossa. La meta' dei decessi nei sinistri stradali avviene entro pochi minuti dall'incidente, quindi e' fondamentale saper intervenire in questi casi con alcuni accorgimenti prima dell'arrivo del personale medico.

Solo il 14% degli intervistati nel nostro Paese ha risposto correttamente su come la prima cosa da fare sia mettere in sicurezza il luogo dell'incidente. Il 61,5% non ha mai seguito un corso di primo soccorso e il 10,4% ha ricevuto qualche nozione solo per il conseguimento della patente di guida.

Benche' il 62,3% degli automobilisti si dichiari in grado di intervenire, il 97,5% non conosce appieno la procedura da seguire (percentuale piu' alta in Europa); l'85,5% non sa che il numero europeo di emergenza sia il 112; il 93,4% non riesce ad accertare le condizioni della vittima; il 90,8% non sa cosa fare se il ferito e' incosciente e non respira; il 98,7% si blocca in presenza di gravi ferite e sanguinamenti.

In un'esercitazione pratica il 92,1% non riesce a porre la vittima nella posizione di sicurezza (anche in questo siamo tristemente primi in Europa) e l'85,5% non sa come eseguire il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale.

All'estero il quadro non e' molto differente: in Europa 2 automobilisti su 3 si dichiara pronto ad intervenire ma poi, nei fatti solo il 18% sa cosa fare. Il 68% ha comunque seguito un corso specifico.

Per colmare il gap con il resto d'Europa, l'Automobile Club d'Italia punta sull'educazione dei conducenti proponendo un modulo formativo di primo soccorso nell'offerta di Ready2Go, il network di autoscuole a marchio ACI con un innovativo format didattico che - attraverso un mix di teoria e pratica - persegue la creazione di una cultura della mobilita' responsabile, sicura e sostenibile.

I risultati completi del test sono pubblicati sul sito www.aci.it.


Il ritorno della Tbc, 9 mln nuovi casi l'anno. 24/3 World Day

Si celebra tutti gli anni, il 24 marzo, la Giornata Mondiale per la Lotta alla Tubercolosi, per non dimenticare che, sebbene sia una malattia curabile, ogni giorno nel mondo muoiono 4.700 persone. E ogni anno si registrano circa 9 milioni di nuovi casi e circa 2 milioni di decessi di cui l'80% concentrati in 22 Paesi.

In Italia, la tubercolosi, nonostante venga ritenuta una malattia lontana, quasi dimenticata, ha registrato, negli ultimi anni, un incremento tra i piu' giovani e soprattutto tra i bambini (0-14 anni).''Ogni anno vengono segnalati circa 4000 casi di tubercolosi di cui circa il 4-5% in bambini e ragazzi di eta' inferiore ai 14 anni'' spiega l Luisa Galli dell'Ospedale Meyer di Firenze. Prosegue la Laura Lancella, dell'Ospedale Bambino Gesu' di Roma: ''E', infatti, in aumento l'incidenza nella classe di eta' piu' giovane (0-14 anni) che si aggira su 2,8 casi su 100.000 ma, in particolare, e' in incremento l'incidenza di tubercolosi nei bambini di eta' compresa tra 0-4 anni, stimata di 3-4 casi ogni 100.000 bambini''. I dati sono stati raccolti grazie ad uno studio epidemiologico, promosso dalla Societa' Italiana di Infettivologia Pediatrica (SITIP), che ha portato alla costituzione di un Registro Nazionale sulla tubercolosi pediatrica.Vi hanno gia' aderito 29 Centri pediatrici sparsi su tutto il territorio nazionale, segnalando, nel totale rispetto dell'anonimato, oltre 250 casi di malattia tubercolare, prevalentemente polmonare.

''In Italia - sostiene la presidente Sitip, Susanna Esposito - la malattia si sta diffondendo sotto forma di piccoli focolai epidemici che si accendono prevalentemente in ambiente scolastico o familiare, dove adulti contagiosi diffondono il bacillo di Koch ai piccoli. Da qui la necessita' di intensificare la sorveglianza su adulti la cui sintomatologia possa far porre il sospetto di malattia tubercolare specie quando vivano a stretto contatto con i bambini''. Tra le iniziative messe a punto dalla SITIP, la prima e' quella relativa alla stesura di una linea guida sulla gestione del bambino esposto al contatto con un caso di tubercolosi. Un documento, molto importante anche per il contenimento di epidemie che si possono verificare a livello familiare o anche nelle scuole, che sara' steso da parte di un panel di esperti riconosciuti e sottolineera' quali esami effettuare in queste situazioni e quando e come iniziare la profilassi specifica, spiegando anche come gestire i piccoli che hanno avuto contatti prolungati con pazienti affetti da tubercolosi multiresistente. Proseguono, intanto, gli incontri di formazione sul tema. Dopo il primo incontro svoltosi a Milano il 6 novembre 2012 , la prossima giornata dedicata si terra' in autunno a Napoli.


Malattie gastroenterologiche sottovalutate. Prevenzione a tavola

Un italiano su due soffre di reflusso gastroesofageo, cioe' di ''bruciore di stomaco'', uno su dieci di cattiva digestione e mal di stomaco e quattro milioni di stipsi. Inoltre, osservando patologie piu' gravi, il tumore del colon retto rappresenta la seconda causa di morte oncologica. Le malattie gastroenterologiche, spesso sottovalutate, oggi sono, quindi, tra le patologie piu' diffuse, come dimostrano gli oltre 1.500.000 ricoveri che sono causati da loro ogni anno in Italia.

Ma esiste un modo per ridurre, almeno in parte, la diffusione di queste malattie? Secondo i gastroenterologi dell'Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri (AIGO), riuniti a Bologna per il 19* Congresso nazionale della malattie digestive insieme alle altre associazioni dedicate alle malattie digestive, la prevenzione passa attraverso buone abitudini a tavola, uno stile di vita attivo e controlli medici periodici.

La ricerca scientifica degli ultimi dieci anni ha mostrato quanto siano dannosi un'alimentazione eccessiva e sbilanciata e uno stile di vita sedentario.

Spiega Elisabetta Buscarini, presidente dell'Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri (AIGO): ''In questi ultimi tempi si sente parlare frequentemente di regimi alimentari miracolosi ed estremi in grado tutelarci da ogni malattia e, nello stesso tempo, di restituirci una linea perfetta. In genere si tratta di operazioni commerciali piu' o meno azzeccate che non hanno niente di scientifico e, talvolta, sono anche pericolose. Purtroppo, non esiste una ricetta miracolosa per correggere in poco tempo gli errori di anni. In realta', bisogna sempre prendersi cura di se' e seguire alcuni principi semplici: consumo moderato di carne rossa e alcol, varieta' della dieta, tanta acqua e soprattutto movimento e attivita' fisica''.

Quali sono, quindi, le ''regole d'oro'' contro un cattivo funzionamento dell'apparato digerente, oltre che contro malattie gravi come tumori e patologie dell'apparato cardiovascolari? ''Non fumare''. ''Mantenere il peso corporeo stabile nel tempo'', controllandolo periodicamente sempre sulla stessa bilancia, al mattino. ''Seguire una dieta equilibrata'' con poco sale e tanti vegetali: almeno 5 porzioni al giorno di frutta e verdura . ''Ridurre i cibi grassi'' (burro, cibi fritti) carni rosse e i formaggi fermentati. ''Ridurre il piu' possibile bibite zuccherate e cibi molto zuccherati'' (snack, brioche etc). ''Ok a un bicchiere di vino ma non piu' di uno al giorno''. ''Bere acqua in quantita appropriata'', almeno 1,5 litri perche' aiuta il buon funzionamento dell'apparato digerente.

E' molto importante, infine, fare un'attivita' fisica regolare (almeno 3/5 volte alla settimana), di intensita' moderata (camminata veloce, bicicletta, nuoto, ecc), per almeno 30-60 minuti per volta.


Disturbo del sonno predice forma diffusa di demenza senile

I ricercatori della Mayo Clinic in Florida hanno scoperto che uno dei piu' forti predittori della demenza da corpi di Lewy, la seconda piu' comune forma di demenza nella vecchiaia, e' un disordine che comporta movimenti mentre si sogna. In particolare, il rischio aumenterebbe di cinque volte in quei pazienti che soffrono del disturbo di comportamento del sonno Rem (rapid eye movement). Durante la fase Rem del sonno non ci sono movimenti, ma in questo tipo di disordine il paziente si muove ed emette anomali suoni vocali.

Secondo il nuovo studio, questo fattore di rischio, cosi' come le fluttuazioni cognitive o le allucinazioni, potrebbe essere usato per le diagnosi. Lo studio e' stato presentato durante il meeting annuale della American Academy of Neurology di San Diego. Secondo gli scienziati, la perdita della paralisi muscolare normale che avviene durante la fase Rem del sonno puo' presentarsi anche trent'anni prima della diagnosi di demenza da corpi di Lewy. Questo link e' poi piu' presente negli uomini (75-80 per cento dei casi) che nelle donne .


Pedopornografia: indagini Ps, 11 denunce

Perquisizioni in varie regioni. Sequestro materiale video e Pc

Undici persone sono state denunciate per detenzione di materiale pedopornografico nell' ambito di una indagine della polizia postale del Veneto che ha portato al sequestro di oltre 1.200 filmati e una ventina tra Pc e tablet.

Le indagini, avviate in collaborazione con la polizia tedesca, hanno portato a perquisizioni verso gli indagati in Veneto, Toscana, Abruzzo, Trentino Alto Adige, Lazio, Sicilia e Sardegna. Alcuni erano gia' noti agli investigatori per vicende analoghe.


Pedofilia: arrestato catechista

Abusi su bimbi in parrocchia del palermitano

Il catechista di una parrocchia di Altavilla Milicia, nel Palermitano, e' stato arrestato per violenza sessuale. L'uomo, 40 anni, avrebbe abusato dei piccoli che si preparavano alla prima comunione. L'inchiesta e' coordinata dalla sezione della squadra mobile che si occupa delle violenze sui minori. Il catechista e' agli arresti domiciliari.

 


 

 

 
Scritto da Eugenio Cortigiano   
Venerdì 22 Marzo 2013 20:11

 


Il pronto soccorso lo manda a casa. Bimbo muore tre ore dopo


Muore a sette mesi, tre ore dopo essere stato dimesso dall'ospedale con una diagnosi di banale influenza. Una tragedia tremenda consumata in una manciata di ore: una corsa disperata tra il pronto soccorso dell'ospedale di Chivasso, la casa del piccolo e poi di nuovo il ricovero in ospedale e il trasferimento al Regina Margherita di Torino. Purtroppo una corsa inutile perchè ilpiccolo è arrivato a Torino intubato ed in stato di shock ed è deceduto poco dopo. É stata probabilmente una sepsi meningococcica, una meningite, ad uccidere il piccolo dimesso dal pronto soccorso dell'Ospedale di Chivasso con una semplice terapia antibiotica e antipiretica.

Oggi l'autopsia aiuterà a capire quello che è successo. Intanto i genitori disperati hanno presentato denuncia ai carabinieri perchè vogliono capire «se i medici sono stati superficiali e se è stato fatto tutto il possibile per il nostro bambino». L'ospedale ha immediatamente avviato un'indagine interna ma Alberto Bonomi, direttore vicario del dipartimento Materno Infantile dell'ospedale di Chivasso, assicura che il pediatra che ha visitato e poi dimesso il bambino «è un medico di notevole esperienza». Il piccolo presentava febbere e gola arrossata e il medico «ha seguito i comportamenti che di solito si mettono in atto in presenza di un lattante con febbre». Intanto per tutti i familiari del piccolo è stata prescritta la profilassi antibiotica prevista in caso di meningite.


 

Debiti P.A.: ossigeno per le imprese via libera a 40 miliardi tra 2013-2014


Per pagare i debiti della Pubblica Amministrazione il Governo prevede di sbloccare 20 miliardi nella seconda metà del 2013 e ulteriori 20 miliardi nel corso del 2014. Lo si legge in una nota di Palazzo Chigi.

La nostra proposta è di "aumentare il nostro debito potenziale di 20 miliardi per ciascun anno, nel 2013 e nel 2014, per creare la disponibilità di cassa per pagare" le spese. Lo ha detto il ministro dell'Economia Vittorio Grilli, presentando in conferenza stampa il piano per pagare i debiti della Pa verso le imprese.

Per arrivare al pagamento accelerato da parte della P.A. si passerà attraverso due stadi: il primo, quello deciso oggi in cdm, una relazione al Parlamento "di modifica dei saldi, per modificare gli obiettivi di finanza pubblica per creare gli spazi necessari per lo stadio due". Lo ha spiegato il ministro dell'economia Vittorio Grilli in conferenza stampa, precisando che il secondo stadio sarà un decreto "che determini le forme e modalita" attraverso cui farlo.

"Le decisioni assunte oggi dal Consiglio dei Ministri vanno nella direzione giusta, volte a ridare un po' di fiducia". Ma rappresentano "un primo passo e vanno finalizzate in tempi rapidi". Lo ha detto il Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi: "é da un po' di tempo che stiamo vivendo col morale sotto i tacchi".

"Assistiamo ora all'ennesimo rinvio, di fatto, e senza individuare soluzioni immediatamente operative. Ogni giorno che passa molte imprese chiudono perché lo stato non onora i suoi debiti e questo è inaccettabile". Questo il presidente di Confcommercio e Rete Imprese Italia Carlo Sangalli sui debiti della P.A.


 

Rinite allergica sottodiagnosticata ma ne soffre 1 italiano su 6


La rinite allergica, patologia infiammatoria della mucosa nasale, con un trend di crescita calcolato al 5 per cento negli ultimi 5 anni, sta diventando rapidamente un problema sanitario a livello globale a causa del suo impatto diretto sulla qualita' della vita dei pazienti, sul loro rendimento lavorativo, cui deriva un ingente costo economico, aggravato dalla frequente associazione rinite allergica - asma bronchiale. Nella popolazione mondiale la prevalenza della rinite allergica e' stimata tra il 15 ed il 25 per cento, mentre in Italia gli ultimi dati ripotano che ne soffre un italiano su sei.

 


L'identikit del soggetto affetto da rinite allergica risponde al profilo di una giovane donna (lieve prevalenza rispetto agli uomini), con un'eta' compresa tra i 15 ed i 30 anni, e fattori ereditari allergici nel 20 percento dei casi.


Una delle principali cause di mancata diagnosi, secondo gli esperti, e' la tendenza delle persone affette da rinite allergica a non considerarla una patologia vera e propria. I dati riportano che nella maggior parte dei casi il paziente fa autodiagnosi e si gestisce in autonomia. Un paziente su tre, infine, si presenta dal medico, ma solo quando i sintomi di cui soffre sono giudicati come intollerabili.


''Arrivare ad una corretta diagnosi di rinite allergica non e' difficile- spiega Angelo Camaioni, Direttore U.O.C. ORL del San Giovanni Addolorata di Roma e Presidente della Societa' Italiana di Otorinolaringoiatria - le figure a cui il paziente e' invitato a rivolgersi sono in prima battuta il medico di medicina, poi allergologo, pneumologo e otorinolaringoiatra. I reparti di otorinolaringoiatria in Italia infatti, hanno una diffusione molto capillare sul territorio e possono fornire un presidio di grande utilita' per il paziente. La nostra visita puo' anche verificare le comorbilita' di interesse diretto quali ad esempio: otiti, poliposi nasale, rinosinusiti, disturbi del sonno e la sindrome rinobronchiale''.


Inoltre, ''la rinite rappresenta un fattore certo di rischio per l'asma - dichiara Walter Canonica Direttore della Clinica di Malattie dell'Apparato Respiratorio e Allergologia Di.M.I. Universita' degli Studi di Genova e Presidente eletto della Societa' Italiana di Allergologia - diagnosticare e curare correttamente la rinite allergica significa quindi tenere sotto controllo una patologia ancora piu' impattante e 'costosa' come l'asma. Le nuove linee guida ARIA 2013 in corso di definizione, basate sul sistema GRADE (Grading of Recommendations Assessment, Development and Evaluation), confermano e sottolineano la validita' del trattamento della rinite allergica per via topica intra-nasale''.

Ultimo aggiornamento Venerdì 22 Marzo 2013 20:13
 
Scritto da Eugenio Cortigiano   
Mercoledì 20 Marzo 2013 16:04

 


Morto Manganelli, capo Polizia

Il numero uno della Polizia era ricoverato a Roma, dallo scorso 24 febbraio per una emorragia cerebrale. Il decesso a seguito di una infezione respiratoria. Cordoglio di Napolitano. Cancellieri: era un numero uno. Manganelli, il sogno del commissario venuto dall'Irpinia: "Sicurezza con il contributo di tutti".

Il prefetto Manganelli, 62 anni, era ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale ed era stato operato d'urgenza per la rimozione di un ematoma celebrale, prodottosi in conseguenza di un'emorragia.

Antonio Manganelli, era nato ad Avellino l'8 dicembre 1950. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università degli studi di Napoli, si era specializzato in Criminologia Clinica presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell'università di Modena.

Dagli anni '70 ha operato costantemente nel campo delle investigazioni, acquisendo particolare esperienza e preparazione tecnica nel settore dei sequestri di persona a scopo di estorsione prima ed in quello antimafia poi.

Ha lavorato al fianco dei più valorosi magistrati e di organi giudiziari investigativi europei ed extraeuropei, dei quali è diventato negli anni un solido punto di riferimento, legando il suo nome anche alla cattura di alcuni dei latitanti di maggior spicco delle organizzazioni mafiose.

E' stato docente di Tecnica di Polizia Giudiziaria presso l'Istituto Superiore di Polizia e autore di pubblicazioni scientifiche in materia di sequestri di persona e di tecnica di polizia giudiziaria, tra cui il manuale pratico delle tecniche di indagine 'Investigare' (Cedam), scritto con il prefetto Franco Gabrielli, all'epoca direttore del Sisde.

Ha diretto il Servizio Centrale di Protezione dei collaboratori di giustizia ed è stato questore di Palermo e di Napoli. Nel 2000 è stato nominato dal Consiglio dei Ministri prefetto di 1° classe, con l'incarico di direttore centrale della Polizia Criminale e vice direttore generale della Pubblica Sicurezza. Dal 3 dicembre 2001 è stato vice direttore generale della Pubblica Sicurezza con funzioni vicarie. Il 25 giugno 2007 il Consiglio dei ministri lo aveva nominato Capo della Polizia.

Antonio Manganelli ''è stato prima un valente investigatore, poi un lungimirante, appassionato, generoso ed efficiente capo della Polizia. Queste sue doti hanno fatto di lui un leader ed e' per questo che oggi dai suoi piu' stretti collaboratori fino all'ultimo agente tutti lo piangano con immenso dolore. Era un numero uno''. E' quanto sottolinea il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri.

A quanto si apprende, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appena appresa la notizia della scomparsa di Manganelli, si è messo in contatto con il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, chiedendole di rappresentare prontamente alla famiglia del Prefetto i suoi sentimenti di solidarietà e all'intera amministrazione della Pubblica Sicurezza il suo partecipe cordoglio.

''Sono profondamente addolorato per la scomparsa di Antonio Manganelli''. E' quanto afferma Massimo D'Alema, già presidente del Copasir. ''Ho potuto apprezzare nel corso di molti anni -aggiunge D'Alema- la passione e l'intelligenza del suo lavoro e la sua assoluta dedizione di servitore dello Stato''.

Il Presidente del Consiglio Mario Monti, appresa la scomparsa del Capo della Polizia Antonio Manganelli, ha inviato alla famiglia un commosso messaggio di condoglianze per esprimere la vicinanza sua e del governo. Nonostante la lunga malattia, il Prefetto Manganelli è sempre stato un esempio di servitore dello Stato, una guida autorevole e aperta al dialogo, anche nelle situazioni più difficili. E' con dolore e riconoscenza che il presidente ha ricordato la sua figura.


Tumori: con i ''nanodroni'' il farmaco centra il bersaglio

Oggi e' possibile superare la barriera del cancro, finora impermeabile ai farmaci chemioterapici tradizionali. Nanoparticelle, che funzionano come droni, sono in grado di attraversare la massa densa che circonda il tumore e di trasportare il medicinale in maniera selettiva nelle cellule malate, in concentrazioni maggiori (+33%) e senza danneggiare i tessuti sani. La nanomedicina rappresenta una vera e propria rivoluzione per l'oncologia e apre la strada alla chemioterapia target, la nuova frontiera per sconfiggere il cancro. Se ne e' discusso a Roma in occasione di un convegno nazionale patrocinato da AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e SIFO (Societa' Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie), e con la partecipazione di Mauro Ferrari, presidente del Methodist Hospital Research Institute di Houston, il piu' importante ricercatore al mondo nel campo della nanomedicina. ''Un nanometro - ha spiegato Ferrari - equivale a un miliardesimo di metro. In queste dimensioni le proprieta' fisiche della materia e il modo in cui si esprimono le leggi della natura cambiano. Le nanotech modificano radicalmente i principi della lotta al cancro perche' aprono nuovi orizzonti nella personalizzazione della terapia''. Una particella di circa 100 nanometri e' in grado entrare nella cellula (che ha un diametro compreso fra i 10.000 ai 20.000 nanometri) e di interagire con il DNA e con le proteine.

''Oggi, per la prima volta, siamo di fronte a un sensibile passo in avanti nel trattamento del tumore del pancreas - ha spiegato Stefano Cascinu, presidente AIOM -. Ogni anno in Italia si registrano 11.500 nuove diagnosi. Si tratta di una delle neoplasie a prognosi piu' infausta: solo il 5% degli uomini e il 6% delle donne risultano vivi a 5 anni, senza sensibili scostamenti nell'ultimo ventennio'' sottolineando pero' che in uno studio di fase III uno di questi farmaci innovativi, gia' disponibile per il cancro al seno, ha evidenziato risultati clinici significativi nel trattamento del tumore al pancreas, ''con un aumento del 59% nella sopravvivenza a un anno e un tasso raddoppiato a due anni''.

Una formulazione (paclitaxel legato all'albumina in nanoparticelle) che sfrutta le potenzialita' dell'albumina, una proteina che funziona come un veicolo naturale in grado di trasportare piu' rapidamente il farmaco attraverso i vasi sanguigni.

Ma i principi della nanotecnologia si applicano anche nella diagnosi radiologica. Uno degli obiettivi e' sviluppare traccianti radioattivi legati ad altre sostanze che mirino a punti specifici del tumore. In questo modo sara' possibile disporre di una definizione diagnostica decisamente migliore di quella offerta dai normali mezzi di contrasto.

''La nanotech - ha detto ancora Ferrari - unisce molteplici settori scientifici: sulla scala nanometrica le differenze tra discipline svaniscono. I nanofarmaci infatti non possono che essere il frutto della collaborazione tra clinici, oncologi molecolari, ingegneri, chimici, farmacologi e matematici''.


Salute Mentale: al via a Roma il VII Forum Nazionale

Appuntamento nella Capitale il 20 e 21 marzo, presso il Centro Frentani, per il VII Forum Nazionale sulla Salute Mentale, che celebra il decennale dalla fondazione del Forum omonimo.

Obiettivo, spiegano gli organizzatori, ''riflettere su quanto accaduto in questi anni, soffermandosi in particolare sui protagonisti, i soldi mal spesi, la situazione degli Ospedali psichiatrici giudiziari (OPG), le buone e le cattive pratiche, in modo da denunciare le crescenti difficolta', ovunque, dei sistemi di salute mentale, con la vera mancanza della presa in carico della persona, della famiglia e del contesto''.

L'intento, da una parte, e' quello di connettere la vasta rete che e' cresciuta in questi dieci anni intorno al Forum Salute Mentale, con il crescente protagonismo degli utenti e degli operatori. Dall'altra, quello di cercare interlocutori politici e amministrativi che rendano possibili nuove e incisive politiche e soprattutto investimenti nel campo della salute mentale, da elevare ormai al rango, come in altri Paesi d'Europa, di 'bene comune'.

Tra le situazioni su cui e' necessario riflettere, da sottolineare: ''la drammaticita' della contenzione; il difficile percorso di chiusura degli OPG; lo stravolgimento, nell'uso piatto e banale, di strumenti di garanzia come il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) e l'Amministrazione di sostegno; la persistenza delle psichiatrie della pericolosita' e del farmaco che impediscono il protagonismo e la possibilita' di reinserimento nella vita sociale; le politiche regionali che hanno portato alla devastazione nell'organizzazione dei servizi''.

Dall'altra parte si rileva invece, ''con gioia'', ''l'empowerment, ossia la crescente partecipazione delle persone con l'esperienza del disturbo mentale secondo un protagonismo attivo, autonomo e indipendente. Ma anche il coraggio e la capacita' di essere sulla scena di tanti operatori, a conferma del loro ruolo centrale nei servizi di salute mentale''.

Tra gli elementi positivi, inoltre, la nascita, all'interno del lavoro del Forum, della collana editoriale ''180. Archivio critico della salute mentale'', ormai giunta al sesto volume, che intende proporre testi e alimentare discussione e capacita' critica. Venerdi' 22 marzo, presso il Museo Laboratorio della Mente, Dipartimento di Salute Mentale ASL Roma E, e' appunto prevista la presentazione dell'ultimo testo della collana, ''Guarire si puo' - Persone e disturbo mentale'', che conclude il lavoro di una ricerca sui processi di recovery svolta nei servizi di salute mentale di Trieste.

Il programma definitivo sul sito http://www.news-forumsalutementale.it.


Sanita': in diminuzione ricoveri inappropriati, bene Abruzzo e Molise

Sono stati pubblicati i dati del Rapporto annuale sull'attivita' di ricovero ospedaliero relativi alle Schede di dimissione ospedaliera (Sdo) del 2011, realizzato dall'Ufficio VI della Direzione generale della Programmazione sanitaria del Ministero della Salute.

Nel documento si conferma la tendenza ad un miglioramento nell'erogazione appropriata dell'assistenza ospedaliera: rispetto al 2009 i ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza in regime ordinario sono diminuiti di circa 14.177 unita' (-30%); l'Abruzzo, dopo il Molise, e' la regione che ha avuto la maggiore riduzione, superiore alla media italiana del -17%. I ricoveri in regime di day hospital si sono ridotti di circa 7.134 unita' (-13%). Le Regioni, in applicazione degli accordi sui Livelli essenziali di assistenza, sono chiamate a favorire l'utilizzo del day hospital per la diagnosi e cura delle situazioni cliniche non gravi, rispettando i bisogni dei pazienti e riducendo i ricoveri ospedalieri ordinari inappropriati. La concreta realizzazione di un processo di appropriatezza, tagliando i ricoveri inappropriati, consente agli ospedali di sviluppare tutta la loro capacita' produttiva e di dare vita ad una nuova rete ospedaliera per l'erogazione di prestazioni in grado di garantire la sicurezza e la qualita' di cura. Il tasso di ospedalizzazione standardizzato in ''acuti'' in regime ordinario per l'anno 2011, secondo il Rapporto, si riduce rispetto agli anni precedenti, passando da circa 177 dimissioni per 1.000 abitanti nel 2006 a 116 per 1.000 abitanti nel 2011; l'Abruzzo si avvicina ad una media nazionale di 110.

Le giornate di ricovero sono passate da 1.448.419 nel 2006 a 1.103.880 nel 2011, con una riduzione del 24%, mentre la degenza media per ''acuti'' si mantiene pressoche' costante da diversi anni intorno al valore di 6-7 giorni. Aumenta la percentuale di casi complicati trattati in Abruzzo, che passa dal 29,43 del 2006 al 34,37 nel 2011.


Soffocato dalla minestra, bimbo di 3 anni muore dopo mesi di agonia. Indagata la madre

Tragedia in una famiglia di origini ghanesi di casa a Nave (Brescia), in Bassa Valtrompia. Un bimbo di appena tre anni lunedi sera e' morto all'ospedale di Monza dopo settimane di ricovero. I fatti risalirebbero a dicembre, e sarebbero ancora tutti da chiarire. Il piccolo sarebbe rimasto soffocato dalla minestra che la mamma gli stava dando da mangiare. Ricoverato e' morto dopo settimane di agonia. Indagata inizialmente per lesioni ora la donna deve rispondere di omicidio colposo.

Appena ieri una tragedia simile aveva sconvolto una scuola materna di Napoli: Patrizio Castiglia, 5 anni il prossimo luglio, e' morto soffocato durante la refezione scolastica. Il fatto e' accaduto alla scuola materna Minucci di via Bernardo Cavallino a Napoli. Inutili i soccorsi e la corsa al "Cardarelli"; il piccolo, che abitava con i genitori nella stessa via della scuola che frequentava, e' arrivato in ospedale privo di vita in ospedale.

Il bambino era stato trasportato all'ospedale collinare, poco distante dalla scuola, con una macchina privata, ma e'arrivato al 'red point' del pronto soccorso gia' cadavere, con evidenti segni di soffocamento. I medici hanno comunque provveduto all'estrazione del boccone di mozzarella dalla laringe, dove si era fermato ostriendo il flusso dell'aria. Su eventuali responsabilita' nella vicenda indaga la polizia. La tragedia e' avvenuta intorno alle 13,30, durante il pranzo.

Patrizio avrebbe ingerito piu' pezzi di mozzarella, uno dei quali gli avrebbe causato soffocamento, ostruendo le vie respiratorie. Secondo quanto si e' appreso, oggi il menu', portato da una ditta esterna, consisteva in un piatto di pasta al pomodoro e in una porzione di mozzarella. Al momento della refezione, in classe c'era una maestra, un addetto alla refezione e una ventina di bimbi. All'improvviso, Patrizio ha attirato l'attenzione dell'insegnante perche' aveva difficolta' a respirare. La donna ha tentato di soccorrerlo, mentre veniva dato l'allarme e si decideva di trasportare immediatamente il piccolo al vicino ospedale Cardarelli.

Ma e' stata una corsa inutile: Patrizio non ce l'ha fatta. Pochi minuti dopo, al nosocomio collinare e' giunta la polizia allertata per quanto era accaduto e anche i genitori del bimbo, lui fruttivendolo lei casalinga. Sull'episodio indaga il commissariato Arenella, mentre la magistratura ha aperto un'inchiesta, disponendo l'autopsia.


Bimbo soffocato dalla mozzarella: prime indagini "Le maestre non hanno responsabilita'"

La materna "Minucci", di via Bernardo Cavallino, nel quartiere Vomero, dove ieri e' morto Patrizio, di 4 anni, soffocato da un boccone di mozzarella, durante la refezione scolastica, stamane e' rimasta chiusa: "per lutto e per esprimere solidarieta' alla famiglia". Questo il senso della decisione adottata dal Comune di Napoli insieme alla Municipalita' ed al direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale. Intanto, le prime indagini condotte dalla polizia escluderebbero responsabilita' penali da parte di qualcuno nella morte del bimbo. Come gia' avvenuto ieri, gli agenti del commissariato Arenella, sentiranno in giornata altre maestre dell'istituto scolastico per ricostruzione la dinamica dell'incidente, a cui erano presenti una insegnante, che ha tentato di soccorrere il piccolo, ed un assistente che ha dato l'allarme. Ora il corpo di Patrizio e' all'obitorio del II Policlinico, a disposizione dell'autorita' giudiziaria.


Ticket farmaci cresciuti del 40% nel 2012, i pazienti pagano da sé visite ed esami

Rapporto Oasi 2012: più tasse e meno servizi i frutti dell'austerity sanitaria. E il 55% degli assistiti preferisce rivolgersi ai privati; il caro-ticket pesa soprattutto sugli anziani

I ticket sui farmaci sono aumentati del 40% nel 2012. E il 55% degli assistiti paga oramai da sé visite specialistiche e accertamenti diagnostici, sia per aggirare le lunghe liste d'attesa, sia perché i ticket sono oramai così alti da spingere verso un privato sempre più low cost. Insomma, tutti i tagli alla sanità alla fine rischiano di ridurre l'offerta di servizi. A lanciare l'allarme gli esperti dell'università Bocconi con il 'Rapporto Oasi 2012', presentato oggi a Roma dalla Federazione di Asl e ospedali (Fiaso).

Come se non bastasse, per non tingere di rosso i propri bilanci o per evitare disavanzi peggiori, le Regioni ripianano i bilanci a suon di tasse. Maggiorazioni delle addizionali Irpef, aumento delle aliquote Irpef, rincari del bollo auto e cartolarizzazione dei debiti sono gli strumenti, singoli o associati, ai quali hanno fatto ricorso quasi tutte le Regioni, ad eccezione di Valle d'Aosta, Friuli, Trento e Bolzano, Basilicata e Sardegna, mentre Marche, Abruzzo, Molise e Campania hanno messo mano a tutte le leve fiscali consentite dalla legge. Senza aumenti di tasse locali - dicono i dati - già nel 2011 ben 16 regioni avrebbero tinto di rosso i propri bilanci sanitari. I numeri del quarto trimestre, ultimi disponibili, evidenziano che prima di chiedere nuovi sacrifici fiscali ai contribuenti hanno chiuso il bilancio con leggeri attivi solo Lombardia, Veneto, Umbria, Marche e Abruzzo. Tutte le altre sarebbero andate in rosso.

Il disavanzo maggiore lo avrebbe toccato il Lazio, con 815 milioni, seguito dalla Sardegna con 283 milioni e il Piemonte con 260. Poi con gli aumenti delle addizionali Irpef e di balzelli locali vari i bilanci sono tornati a tingersi di blu, salvo che per Sardegna, Molise, Campania e Calabria. Per pareggiare i conti le Regioni in rosso hanno finito per tartassare i cittadini con aumenti di tributi locali e addizionali Irpef pari a 2,2 miliardi di euro nel 2011. Solo il Lazio ha fatto ricorso alla leva fiscale per 792 milioni. E le cose non sono migliorate nel 2012, visto che l'aliquota media dell'addizionale Irpef, secondo l'osservatorio Uil sulle politiche territoriali, è passata da una media dell'1,19% all'1,49, che fanno altri 2,4 miliardi di euro prelevati dalle tasche dei contribuenti, che quindi per ripianare i deficit di Asl e ospedali in soli due anni hanno versato al fisco 5 miliardi in più.

"I ticket sono una vera e propria tassa sulla salute e portano ad un continuo aumento della spesa per i cittadini, in particolare per gli anziani che rappresentano circa il 50% degli utenti del sistema sanitario nazionale", lamenta il segretario generale dello Spi-Cgil, Carla Cantone.

"Per effetto dell'introduzione dei nuovi ticket da parte del governo Berlusconi - sottolinea Cantone - tale spesa è destinata ad aumentare e nel 2014 arriverà a toccare quota 4 mld di euro, di cui 2 mld presi direttamente dalle tasche degli anziani. E' una bomba esplosiva - ha concluso il segretario generale dello Spi-Cgil - perché un numero sempre più elevato di persone saranno costrette a rinunciare alle cure. E questo più di ogni altra cosa mostra in che condizioni versano la sanità e il welfare nel nostro Paese".


Roma, teneva 105 mila immagini e filmati pedopornografici nel pc: arrestato bancario

Nel computer dell'impiegato, 52 anni, sposato senza figli, sono state trovate anche foto raccapriccianti di neonati

Il personale del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Lazio e della Sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Viterbo ha dato esecuzione, sul territorio della provincia di Roma, all'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Roma, nei confronti di un romano, bancario di 52 anni, sposato senza figli, residente con la moglie. E' accusato di detenzione di ingente quantità di materiale pornografico realizzato utilizzando minori di anni diciotto.

A maggio del 2011 il bancario era stato già sottoposto a perquisizione domiciliare eseguita da personale della dipendente Sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Viterbo, per aver messo in condivisione ed essersi procurato materiale digitalizzato di natura pedopornografica e più precisamente cinque immagini in cui comparivano minori in atti sessuali.

L'autorità giudiziaria emise, ad aprile del 2011, a carico dell'indagato, un decreto di perquisizione locale e personale da eseguirsi presso l'indirizzo di residenza, ravvisando l'ipotesi delittuosa di procura o detenzione di materiale pornografico realizzato utilizzando minori di diciotto anni.

Al termine di questa attività eseguita nella sua abitazione furono sequestrati 2 pc e 93 supporti di tipo dvd e Cd-Rom. L'impiegato risultava l'unico utilizzatore del materiale informatico sottoposto a sequestro e l'intestatario della linea telefonica attraverso la quale erano state effettuate le connessioni sulla rete internet.

Le successive attività di analisi di ordine tecniche-forense eseguite sui supporti informatici in sequestro disposte dall'autorità giudiziaria avevano consentito ai consulenti tecnici del pm di accertare che sugli stessi risultavano memorizzati più di 105.000 tra immagini e filmati pedopornografici realizzati con il coinvolgimento di minori di anni 18 e di anni 14, alcuni dei quali ritraenti anche immagini raccapriccianti di neonati coinvolti in attività sessuali. Alla luce del considerevole quantitativo di materiale di natura pedo-pornografica rinvenuto, l'autorità giudiziaria competente ha disposto una seconda attività di perquisizione nell'abitazione dell'uomo e in tutti i luoghi nella sua disponibilità.

Dopo pedinamenti e appostamenti effettuati anche nella sede di lavoro dell'impiegato, dove spesso si soffermava oltre il normale orario di servizio, il 5 dicembre scorso il personale del compartimento, coadiuvato da operatori della dipendente Sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Viterbo, ha dato esecuzione al decreto di perquisizione locale e sequestro. Su richiesta dell'autorità giudiziaria competente l'11 marzo scorso, il gip Riccardo Amoroso ha disposto, a carico dell'uomo, l'esecuzione della misura cautelare in carcere.

 
Scritto da Eugenio Cortigiano   
Lunedì 18 Marzo 2013 16:05


Incendio in Ospedale Torrette Ancona

Secondo le prime ipotesi causa accidentale

Un incendio e' scoppiato la notte scorsa nelle cucine dell'Ospedale regionale di Torrette ad Ancona, costringendo il personale sanitario e i vigili del fuoco ad evacuare i degenti del vicino reparto di Ortopedia. Secondo i primi rilievi, il rogo, che ha provocato molto fumo ma nessun ferito, sarebbe partito da uno dei cestini della spazzatura, forse per cause accidentali. Sul posto e' intervenuta la polizia, che conduce le indagini.


Ambulanza si scontra al semaforo, feriti non sarebbero gravi. Incidente a mezzo del 118 durante emergenza

Un'ambulanza in 'codice rosso', con sopra un bimbo colpito da convulsioni, si e' scontrata alle 5 con un'auto a un semaforo di Firenze mentre andava al Meyer: feriti, con traumi cranici vari, l'equipaggio, tra cui il medico, la madre del piccolo paziente, lo stesso bambino, e l'occupante dell'auto. I feriti non sarebbero gravi. Un'altra ambulanza e' stata mandata sul posto per accompagnare subito il bambino in ospedale. L'incidente e'stato tra viale Guidoni e via Pionieri dell'Aviazione.


 
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